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Educare le parti sociali alla diversità etnica nelle Piccole e Medie Imprese

Il flusso in continuo aumento di immigrati e rifugiati da Paesi terzi verso l’Europa, insieme alla costante migrazione interna di cittadini europei da uno stato membro all’altro, hanno prodotto l’attuale diversità etnica delle forza lavoro europea. Secondo un rapporto di Eurofound (Eurofound, 2015:1), l’immigrazione di cittadini non europei rappresenta metà della crescita occupazionale degli ultimi cinque anni. Contemporaneamente, nel 2014, il 2.7% della popolazione europea risiedeva in uno stato membro diverso dal proprio paese di origine (EY, 2014).

In questo contesto, la gestione della diversità etnica e l’integrazione dei migranti nella forza lavoro costituiscono una grande sfida per l’UE. Tra datori di lavoro e dipendenti, sono frequenti le disuguaglianze etniche mentre c’è scarsa consapevolezza sul tema dell’equità. Le minoranze etniche ed i lavoratori migranti sono più vulnerabili alle discriminazioni (Kirton and Read, 2007:134). Hanno minore accesso alle opportunità di formazione e istruzione e sono sotto-rappresentati nelle funzioni decisionali all’interno dei sindacati (ibid:134). Allo stesso tempo, le differenze culturali tra datori di lavoro e dipendenti, e/o tra gli stessi dipendenti, possono condurre a difficoltà comunicative, che nascono proprio dalla mancanza di consapevolezza e di capacità di gestione del multi-culturalismo e della diversità.

Per tutti questi fattori, la diversità etnica rappresenta una sfida complessa. Il ruolo dei sindacati dei lavoratori e delle organizzazioni datoriali è cruciale.

I sindacati hanno bisogno di acquisire abilità e conoscenze specifiche, oltre ad una maggior consapevolezza sul tema dell’equità, in modo da rispondere ai bisogni dei loro membri e da contribuire in modo significativo alla gestione della diversità etnica e alla promozione dell’integrazione degli immigranti sul luogo di lavoro.

Le organizzazioni datoriali dovrebbero acquisire invece conoscenze e abilità necessarie per promuovere un programma di gestione della diversità tra le imprese.

Entrambi questi partner sociali necessitano di acquisire competenze nella risoluzione dei problemi, di conoscere la legislazione, le buone pratiche e le politiche in materia. L’obiettivo principale di questo progetto è di far fronte a queste necessità sviluppando in sindacalisti e datori di lavoro le conoscenze e le abilità necessarie a gestire la diversità etnica e a promuovere l’integrazione dei migranti nelle PMI di cinque Paesi europei: Cipro, Grecia, Italia, Francia e Danimarca.

Il team ha deciso di focalizzarsi sulle PMI viste le loro peculiarità. Il ruolo delle PMI nell’economia europea e nell’occupazione complessiva è decisivo. Nel 2014 le PMI europee hanno dato lavoro a circa 90 milioni di persone, che rappresentano il 67% degli occupati (Unione Europea, 2015;3). Ciò nonostante, la letteratura nel campo delle relazioni industriali ha dato molta più importanza alle questioni di parità e diversità all’interno di realtà aziendali più grandi, anziché nelle PMI (Kirton and Read, 2007: 132).

Tuttavia nelle PMI la forza lavoro è costituita proprio da alcuni tra i gruppi di lavoratori più vulnerabili e svantaggiati, compresa una sovra-rappresentanza delle minoranze etniche e dei migranti (ibid:132). Inoltre nelle PMI la legislazione in materia di equità è spesso disattesa, a causa dell’informalità delle relazioni fra dipendenti e del loro carattere unitaristico (Woodhams et al, 2004). Nonostante tutti questi aspetti sembrino richiedere alle parti sociali di assumere un ruolo ancor più cruciale nelle PMI, spesso ciò non avviene, a causa della scarsa adesione dei dipendenti delle PMI ai sindacati, contrariamente a quanto si verifica invece nelle grandi aziende.

Questo progetto considera la gestione della diversità etnica nelle PMI come un problema di rilevanza e portata europea, che dovrebbe essere affrontato come tale. Anche se le questioni legate a diversità etnica e migrazione rientrano nel dominio delle politiche nazionali, vengono progressivamente determinate da direttive e regolamenti europei comuni. Pertanto, la transnazionalità è un fattore determinante affinché il progetto possa avere un impatto rilevante. In questo contesto, un ulteriore obiettivo del progetto è lo scambio di conoscenze e buone pratiche tra gli stati membri partecipanti.

Gli obiettivi generali di questo progetto sono aiutare le unioni sindacali e le organizzazioni datoriali a sviluppare le conoscenze e competenze che servono a gestire la diversità etnica, a promuovere l’integrazione dei migranti e la consapevolezza in tema di equità nelle PMI europee e a sviluppare al loro interno competenze interculturali e abilità nella risoluzione dei conflitti.

Oltre alle parti sociali, che costituiscono il principale gruppo cui si rivolge, il progetto comprenderà anche un programma di formazione per adulti indirizzato ai dipendenti migranti. Si tratterà di un corso introduttivo mirato a rafforzarne le competenze di integrazione nel mercato del lavoro. In questo modo, il progetto offrirà delle opportunità di formazione a persone svantaggiate. Il progetto inoltre promuoverà le competenze sulla diversità etnica tra i formatori professionali, grazie alla creazione e condivisione di materiali e strumenti formativi, che saranno accessibili al pubblico e caricati su una piattaforma Open Educational.